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Perché imparare a conoscere se stessi per stare bene con gli altri



Come conoscere se stessi e chi ci sta vicino

Gandhi diceva: “Scopri chi sei e non avere paura di esserlo”.

Prendere le redini della propria vita significa prima di tutto conoscere se stessi. Solo in questo modo è possibile stare bene con gli altri e anche individuare le anime più simili, con le quali condividere in modo sano e sereno le esperienze. Già gli antichi greci consideravano la “conoscenza di sé” la strada maestra per superare i disagi della vita e infatti sul frontone del tempio di Apollo a Delfi c’è incisa la frase: “gnoti sauton”, “conosci te stesso”.



Cosa significa conoscere se stessi

Socrate ha fatto del “conosci te stesso” il punto cardine del suo pensiero. In psicologia e in filosofia, questo è un concetto fondamentale, perché se l’uomo guarda dentro di sé arriva alla conoscenza dei suoi limiti e delle sue potenzialità.

Conoscere se stessi è il risultato di un lavoro introspettivo nel quale si scoprono risorse e limiti che non si riesce a superare, potendoli così affrontare e sconfiggere. Questo processo può essere considerato un vero e proprio cammino evolutivo verso la consapevolezza.

Perché è così difficile intraprenderlo?

Sembra scontato “conoscersi”, ma in realtà è piuttosto facile “perdersi” e ad un certo punto non riconoscersi più, provando un sentimento di disagio e di smarrimento tale che non è più facile relazionarsi con gli altri. Ma per quali ragioni accade questo?

- Guardare gli altri è più facile: tutti gli strumenti oggi a disposizione che permettono di osservare la vita degli altri distraggono da noi stessi. Questo da una parte allarga la visuale verso l’esterno, ma dall’altra pregiudica la capacità di entrare in contatto con noi stessi.

- Nascondere le proprie debolezze è più facile: invece di affrontare i propri limiti si tende a nasconderli, preferendo parlare di quelli altrui. Senza esplorare ciò che ci rende fragili non è possibile conoscere le modalità per gestire le nostre debolezze. Si cerca allora di apparire forti quando invece lo smarrimento è dietro l’angolo.



Cosa fare per conoscere se stessi?

Scoprire se stessi è un lavoro impegnativo e spesso mancano gli strumenti adeguati, che sono nelle mani dei professionisti che ben conoscono la psiche umana: gli psicoterapeuti come la dottoressa Maria Adelaide Caponigro, sono in grado di portare avanti una terapia individuale perché possiede:

- Un punto d’osservazione esterno privo di pregiudizi;

- Una capacità di analisi specialistica acquisita con anni di studio;

- La capacità di riconoscere determinati disagi offrendo così gli strumenti per gestirli e superarli.

Guardarsi dentro e conoscere se stessi permette di avere confidenza con la propria personalità, favorendo anche l’empatia con gli altri. Una persona consapevole è più vera, onesta, simpatica ed empatica: sa gestire le proprie emozioni ed entrare in connessione con quelle delle persone che la circondano.

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